Sentirete spesso parlare nel mio blog di questa terra: il Salento, dove sono letteralmente precipitato più di trenta anni fa per amore di una donna dalle tinte e dai sentimenti caldi e profumati come il pane appena sfornato, e da allora non me ne sono più separato.


Innamorato di quei colori, di quei muri a secco, di quella pietra bianca, del mare cristallino, del sole cocente e delle strade assolate e deserte: in quelle ore dove il coprifuoco non è dichiarato ma imposto dalla natura.
Innamorato di quella terra rossa e riscaldato dal cuore di quella gente salentina, ospitale come tutti gli uomini e le donne delle terre al Sud di ogni latitudine; compreso accolto e coccolato.

Seduto intorno a qualunque tavolo di legno, di marmo o plastica, che fosse campagna citta o mare, gente sempre gente sorridente che ti fa passare il tempo ed il tempo passa tra la gente, e non te ne accorgi.
In tempo di social potremmo dire affettuosamente il massimo della condivisione.
In un girovagare tra i tanti siti del Salento, munito a volte della mia macchina fotografica, sono rimasto colpito nella cittadina di Nardò – ma non solo – dalla numerosità di Circoli, Associazioni, etc.
Sedi politiche, istituzionali, di incontro, di ritrovo, appunto di socializzazione.


In particolare ho scelto di fotografare le porte d’ingresso. Le porte perché la parola stessa spiega l’importanza del contesto, del messaggio che la porta chiude dietro di sé, ed il punto di ingresso che si deve passare per partecipare.

Ne ho selezionate 10.
Ho scelto di ogni porta un segno particolare, che rappresentasse il periodo storico attuale o passato o forse solo lo stato d’animo mio o di qualcuno che sedeva sull’uscio.



Dieci scatti di cui presto spero di realizzare una cartella di stampa in formato A3, su carta fotografica particolare e di farne dono ad alcuni amici salentini.